Voucher per la digitalizzazione delle pmi: quali finanziamenti comprende

Il MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico), e più in generale lo Stato italiano, per consentire al proprio tessuto economico e burocratico di essere al passo coi tempi e quindi conservare competitività sul mercato, ha avviato un’opera di digitalizzazione.

Si tratta di un’opportunità di crescita per consentire di utilizzare all’interno delle aziende sistemi innovativi che hanno come principale obiettivo il miglioramento dell’efficienza e la modernizzazione dell’organizzazione lavorativa.

Molte aziende inizialmente erano spiazzate e spaventate da questo processo che richiedeva investimenti per nulla secondari. Tuttavia sono a disposizione interessanti voucher di digitalizzazione assolutamente da non lasciarsi scappare. Entrando maggiormente nel merito, i voucher per la digitalizzazione delle PMI sono dei contributi offerti dallo Stato di entità non superiore ai 10 mila euro, messi a disposizione per imprese piccole e medie che vogliono essere al passo coi tempi e non farsi schiacciare da un inarrestabile processo di digitalizzazione.

I voucher MiSE digitalizzazione sono un’occasione irrinunciabile per disporre di denaro utile per investire sul futuro. Tra l’altro la digitalizzazione è utilizzabile non solo per acquisire software innovativi, ma anche per tante tipologie di hardware e servizi specialistici.

In particolare con il voucher digitalizzazione MiSE possono essere effettuate delle spese che permettono di migliorare l’efficienza aziendale e utilizzare degli strumenti tecnologicamente avanzati che permettono di organizzare al meglio il lavoro ottenendo maggiore flessibilità.

Ad esempio si permette alle aziende di prepararsi alle costanti e continue evoluzioni del mercato con la possibilità di riorganizzare il lavoro velocemente e senza esborsi economici elevati. Le aziende possono utilizzare i voucher digitalizzazione PMI per organizzare il telelavoro per le sue incredibili caratteristiche e vantaggi e/o sviluppare delle soluzioni che permettono all’attività di affacciarsi sul mercato ancora più sconfinato, come quello di internet, sfruttando strumenti ormai diventati indispensabili come il sito aziendale o quello di e-commerce.

Con il voucher digitalizzazione delle imprese è anche possibile pensare agli investimenti che consentano di fruire della connettività a banda larga e ultralarga nonché del collegamento alla rete internet mediante delle tecnologie innovative che sfruttano il satellitare.

In aggiunta tra le tipologie di interventi ammessi a fruire del contributo, ci sono gli interventi di formazione destinati al personale per tutto quello che riguarda l’ICT (Information and Communication Technologies).

Dopo aver evidenziato le finalità dei voucher digitalizzazione MiSE, è bene ricordare come vengano emessi non solo dallo Stato centrale, ma anche dalle regioni. Si tratta di contributi a fondo perduto per cui l’azienda non dovrà in alcun modo provvedere alla restituzione ma soltanto assicurare che i soldi ottenuti vengono effettivamente spesi per queste opere.

I voucher per la digitalizzazione delle PMI devono essere un importante strumento per rilanciare il mondo delle piccole e medie imprese italiane in un periodo particolarmente complesso come il biennio 2020-2021.

Sul sito del Ministero per lo Sviluppo Economico è stato pubblicato il bando voucher per la digitalizzazione delle PMI dove è possibile trovare tutte le informazioni necessarie per scoprire gli interventi effettivamente finanziati, le tempistiche e l’importo massimo ottenibile.

La domanda deve essere gestita attraverso il sito Invitalia inserendo tutte le documentazioni richieste per poter ottenere dei voucher. Ovvero dei  rimborsi rilasciati dallo Stato oppure dalle Regioni, dopo che l’azienda ha effettuato degli investimenti in tal senso.

Sullo stesso sito è anche possibile controllare l’andamento della domanda e avere informazioni specifiche sulla sua accettazione, sulla quantità di denaro che è stato già erogato e che comunque non potrà essere superiore al 50% delle spese effettivamente sostenute per i vari interventi di ammodernamento.

Come accedere al voucher digitalizzazione?

I voucher digitalizzazione 2021 rappresentano un’importante opportunità di crescita per le piccole e medie aziende che vogliono affacciarsi con maggiore decisione sul mercato internazionale di riferimento.

Ma come ci si accede ai voucher digitalizzazione? E come si ottengono gli importi necessari per questi investimenti?

Si parte dalla considerazione che si tratta di una misura agevolativa prevista per le micro, piccole e medie imprese. L’importo, oltre a rispettare il vincolo del 50% della spesa effettuata, non può anche superare il tetto massimo dei 10.000 euro e devono essere utilizzati tutti per l’adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento dei propri sistemi organizzativi e di interscambio con gli enti governativi e con altre società internazionali.

Com’è indicato nell’apposito bando pubblicato sul sito del Ministero per lo Sviluppo Economico, ci sono modalità e tempistiche da rispettare per poter avere accesso all’importo.

  1. La presentazione della domanda deve avvenire esclusivamente con una procedura informatica presso il sito Invitalia nella sezione Accoglienza Istanze.
  2. Una volta visitata questa sezione occorrerà cliccare sulla misura Voucher per la digitalizzazione e inserire tutta la documentazione necessaria.
  3. Nella presentazione della domanda bisogna seguire fedelmente la procedura informatica prevista, in particolare è necessario presentare la documentazione relativa alle spese recanti, le specifiche diciture previste dalla normativa di attuazione.
  4. L’ azienda che vuole ottenere l’importo a fondo perduto deve anche inserire gli estratti del conto corrente utilizzato per effettuare i vari pagamenti necessari per l’acquisto di nuovi software, dispositivi hardware e di qualsiasi altra soluzione che permetta di digitalizzare i meccanismi lavorativi.
  5. Inoltre per assicurare che tutto venga effettuato nel pieno rispetto delle normative, le aziende devono anche presentare le liberatorie che sono sottoscritte dai fornitori dei vari beni e servizi acquisiti in ottica digitalizzazione. Questo è indispensabile per avere un riscontro oggettivo di come l’azienda che richiede il voucher, abbia pagato i propri fornitori dei servizi e prodotti ricevuti.
  6. In ultimo ma non per importanza, l’impresa deve anche presentare un resoconto dettagliato sul progetto che si sta realizzando per l’opera di digitalizzazione secondo uno schema che deve rispettare le normative che sono state indicate nell’allegato numero 5 al decreto direttoriale pubblicato il 24 ottobre del 2017.

In ragione dell’ampia varietà di documentazioni che le aziende devono presentare, il Ministero per lo Sviluppo Economico mette a disposizione un servizio di supporto, che si occupa sia della fase di registrazione sulla piattaforma e quindi risolvere eventuali problemi legati all’accesso, sia per quanto riguarda la compilazione delle istanze.

Inoltre le aziende possono essere effettuare anche delle segnalazioni al Ministero per lo Sviluppo Economico su eventuali anomalie e questioni riguardanti la natura normativa e procedurale per accedere alla misura.

Quali interventi sono compresi dal voucher per la digitalizzazione delle imprese?

I voucher PMI 2021 messi a disposizione dal ministero dello sviluppo economico per gli interventi di digitalizzazione delle imprese micro, piccole e medie permettendo di ottenere 10.000 euro a fondo perduto per un massimo del 50% delle spese sostenute per prodotti e servizi connessi.

È fondamentale assicurarsi che gli investimenti previsti per la digitalizzazione dei processi aziendali prevedano servizi e prodotti che rientrano nella lista fornita dal Ministero dello Sviluppo Economico.

In particolare nei vari decreti è stato chiarito in maniera esaustiva come i voucher possono permettere l’acquisto di software, ma anche di hardware e servizi specialistici per ammodernare l’organizzazione aziendale e migliorarne le competenze nel medio-lungo periodo.

Tra i vari interventi che possono essere oggetto dell’agevolazione c’è tutto quello che riguarda il miglioramento dell’efficienza aziendale.

Inoltre sono ammesse spese che permettono di modernizzare tutto il sistema organizzativo del lavoro all’interno dell’azienda utilizzando strumenti tecnologici di ultima generazione e varie forme che rendono più flessibile l’attività come quella del telelavoro.

Tra l’altro è stato dimostrato che quest’ultima opportunità non solo consente maggiore flessibilità degli orari di lavoro e di gestione dei flussi, ma permette anche di risparmiare consentendo all’azienda di utilizzare una sede dalle dimensioni più ridotte e di ridurre i consumi energetici quotidiani.

Sono ammessi anche gli investimenti che consentono a un’azienda di disporre di strumenti capaci di aumentare il bacino di potenziali clienti. In particolare è possibile sgravare l’investimento effettuato per sviluppare delle soluzioni di e-commerce grazie alle quali sarà permesso vendere prodotti utilizzando il canale della on-line e quindi evitando tutti i costi fissi della filiera di distribuzione tradizionale.

In Italia negli ultimi anni è stata avviata una ristrutturazione della rete di connessione internet con accesso alla cosiddetta banda larga. Per queste esigenze, l’azienda può richiedere il contributo a fondo perduto, disponibile anche per sistemi indirizzati alla connessione con tecnologia satellitare.

In ultimo tra le varie spese che possono essere inserite per accedere al MiSE Voucher digitalizzazione ci sono i corsi di aggiornamento e di formazione qualificata per i dipendenti. La formazione riguarda tutte le tematiche che abbracciano il campo ICT.

Insomma, si tratta di un’imperdibile occasione di crescita delle competenze e di ammodernamento delle strutture interne di un’azienda.

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