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Digitalizzazione della PA

Indubbiamente, la digitalizzazione della pubblica amministrazione rappresenta sicuramente una delle sfide più importanti del piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo infatti quanto specificatamente previsto dal regolamento europeo del 2021, atto costitutivo del recovery and resilience facility, la transizione digitale è stata individuata come uno dei sei pilastri più importanti per assicurare un efficace rilancio di tutte le economie europee. Più nello specifico, infatti, il piano nazionale di ripresa e resilienza per lo Stato italiano, prevede un investimento di ben il 25% delle risorse nelle tecnologie, nelle infrastrutture, e, al contempo, nella digitalizzazione dei processi industriali e della pubblica amministrazione. L’obiettivo, infatti, è quello di riuscire a rilanciare il paese attraverso un miglioramento della sua competitività a livello internazionale. Di questo 25%, in modo particolare, una buona parte è destinata a tutti quegli interventi che hanno come obiettivo quello di ammortizzare la pubblica amministrazione in chiave digitale. Un apposito capitolo del piano nazionale di ripresa e resilienza è stato proprio destinato alla digitalizzazione e all’innovazione e alla sicurezza della pubblica amministrazione. Qui, infatti, si comprende quale sia l’obiettivo principale di tutte le strategie di investimento, ovvero, quello di riuscire a trasformare edifici entrare la pubblica amministrazione nel motore della ripresa economica dello Stato italiano. È necessario, infatti, che l’Italia si ammoderni e, per farlo, è necessario che il suo sistema di amministrazione lo sia di pari passo.

Transizione digitale: ambiti di intervento

Gli ambiti di intervento della trasformazione digitale PNRR nella pubblica amministrazione del nostro paese sono molteplici e vengono appositamente individuati all’interno del piano nazionale di ripresa e resilienza. Gli ambiti di investimento sono principalmente sette e riguardano più nello specifico tre assi di riforma. A disposizione dell’attività digitalizzazione della pubblica amministrazione verranno erogati circa 6,14 miliardi di euro ai quali vanno aggiunti ulteriori 600 milioni di euro previsti dal piano per gli investimenti complementari al PNRR. La gestione di tutti gli interventi da adottare nella pubblica amministrazione è affidata al Ministro per l’innovazione tecnologica mentre la trasformazione digitale al Dipartimento per la trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei Ministri. Nello specifico, infatti, si investiranno 900 milioni di euro nelle infrastrutture digitali e circa 1 miliardo nella migrazione in cloud di buona parte delle attività della pubblica amministrazione. L’obiettivo, infatti, è quello di migliorare l’efficienza e la sicurezza dei dati stessi. A questo scopo sono stati stanziati 646 milioni di euro per l’interoperabilità dei dati. 2 miliardi sono stati destinati alla creazione dei servizi digitali per la cittadinanza digitale e, 623 milioni per la cybersecurity. Elemento questo estremamente importante vista la situazione socio-economica mondiale. Per la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni centrali sono state disposte ai 611 milioni e, 195 milioni per l’implementazione delle competenze digitali di base. Insomma, numeri da record che fanno capire quanto sia importante implementare la nostra amministrazione nel mondo digitale per riuscire a raggiungere una maggiore competitività a livello internazionale.

Come accedere alle risorse del PNRR sulla PA digitale?

Cerchiamo dunque ora di comprendere quali siano le modalità a disposizione della pubblica amministrazione per accedere ai fondi del piano di ripresa e resilienza. Il governo ha messo a disposizione della pubblica amministrazione due diverse modalità: standard e a poggetto. Con la modalità di erogazione standard gli enti pubblici hanno la possibilità di portare a termine i loro investimenti attraverso l’utilizzo dei voucher di valore economico predefinito. Il valore del voucher, infatti, è strettamente correlato alla dimensione dell’ente che lo richiede e, in aggiunta, alla tipologia di investimento da mettere in campo. La richiesta dei finanziamenti e, successivamente, della gestione degli stessi, avviene in base al raggiungimento di particolari obiettivi predefiniti. L’obiettivo, infatti, è quello di assicurare un efficientamento generale della pubblica amministrazione che venga correttamente programmato e strutturato. Questo, di conseguenza, permette di massimizzare al massimo l’utilizzo delle risorse economiche messe a disposizione. Attraverso il sistema di presentazione dei poggetti, invece, è possibile ottenere fondi  dal pnrr per la transizione digitale per la realizzazione di specifiche iniziative. In questo caso, infatti, i beneficiari sono meno di mille enti pubblici. Per accedere ai fondi attraverso questa modalità è necessario che i beneficiari presentino un vero e proprio progetto di spesa della risorsa stessa. Questi progetti, successivamente, saranno sottoposti ad un’accurata fase di selezione che avrà come obiettivo quello di individuare l’alternativa con la maggior possibilità di crescita. Una volta erogati i fondi, inoltre, la pubblica amministrazione avrà l’opportunità di gestire in totale autonomia la gestione dei fondi e, qualora necessario, accedere anche agli strumenti di acquisto direttamente messi a disposizione dal Consip. Per semplificare l’accesso ai fondi da parte della pubblica amministrazione, il ministero della transizione digitale ha aperto un apposito portale, ” pubblica amministrazione 2026″. In questo portale, sarà possibile candidare direttamente al proprio niente agli avvisi pubblici attraverso l’utilizzo del sistema di identificazione digitale SPID e CIE. Sarà inoltre possibile ricevere assistenza in caso di dubbio o di problemi sulla gestione sul funzionamento della piattaforma stessa o gestire i progetti direttamente da essa. All’interno, infatti, vi è la classificazione dei dati e dei servizi per l’abilitazione al processo di migrazione al cloud che avverrà a partire dal 19 aprile 2022.

Conclusioni

Insomma, grazie ai fondi messi a disposizione, anche la pubblica amministrazione e le aziende private hanno l’opportunità di migliorare i propri servizi (come quello della conservazione digitale) e, al contempo, semplificare la gestione e della burocrazia attraverso i fondi del PNRR per la transizione digitale. Il futuro non può di certo aspettarci, è nostro compito, anche grazie all’aiuto del piano nazionale di ripresa e resilienza, corrervi incontro. La pubblica amministrazione, infatti, è sicuramente l’apparato dello stato che, nei prossimi anni ricoprirà un ruolo essenziale nel favore l’avanzamento e lo sviluppo del nostro sistema paese; è necessario dunque che sia lui stesso, in prima persona, il fiore all’occhiello dell’innovazione. 

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