Tante persone tendono a confondere la firma autografa con quella digitale e viceversa. In realtà si tratta di due cose distinte e che generano conseguenze altrettanto differenti sul piano giuridico. In questo articolo si cercherà di fare maggiore chiarezza su questo argomento, anche al fine di comprendere meglio quali sono le funzioni di questi due tipi di firme.

Cosa significa firma autografa?

Il primo punto da illustrare è: firma autografa significato.

Come suggerisce lo stesso nome, questa è quella che il sottoscrittore appone di pugno su un foglio, sia questo un documento, un atto, un’attestazione o qualsiasi altro genere di dichiarazione. In genere per firmare in maniera autografa viene usata una classica penna a inchiostro ma tante volte il segno grafico viene anche accompagnato dal timbro.

Come si fa la firma autografa?

Come viene eseguita correttamente la firma autografa? In base a quanto stabilito dalla Legge in materia cambiaria, ed esattamente dall’art.8, sarà necessario indicare il nome e il cognome dell’interessato. Sono ritenute altrettanto valide le firme autografe abbreviate o che riportano le iniziali di colui che si obbliga. In ogni caso la forma più comune, nonché quella maggiormente usata, prevede che la firma venga scritta per esteso e in maniera leggibile.
Bisogna poi far presente che la firma rappresenta un dato sensibile a tutti gli effetti e viene pertanto regolamentata di conseguenza, ovvero sulla normativa attualmente in vigore.

Una volta chiaro il concetto di firma calligrafica e come può essere apposta su un foglio, sarà possibile tracciare le differenze con quella digitale. Alla luce di quanto emerso la sottoscrizione autografa non è altro che un processo del tutto manuale, in quanto comporta il fatto di tracciare con una penna il proprio nome e cognome per esteso, le iniziali o un’abbreviazione, in modo da approvare il contenuto del documento.

Diverso è il caso della firma digitale, che comporta un preciso procedimento informatico in modo che possa acquistare piene efficacia e validità dal punto di vista legale. Quando verranno rispettati tutti i requisiti, la firma digitale verrà, in definitiva, equiparata a quella autografa.

Più nello specifico, il procedimento informatico si rende indispensabile per fare in modo che la firma possa essere ricondotta alla persona obbligata, ma non solo. Serve anche per comprovare l’autenticità, quindi l’integrità dello stesso documento. In buona sostanza attraverso la firma digitale si sottoscrive l’atto e allo stesso tempo sarà possibile attestarne la sua sicurezza, in merito al contenuto e alla provenienza delle informazioni in esso riportate.

Esistono diversi formati di firme elettroniche, attraverso le quali generare un’apposita busta con una particolare estensione. Questo file racchiude al suo interno il documento in originale, ovvero prima dell’apposizione della firma digitale, la prova digitale della firma stessa, nonché la chiave crittografica. Quest’ultima è molto importante perché la sua funzione è proprio quella di verificare la firma stessa.

Nel caso di documenti non elettronici, invece, la firma è parte integrante dell’atto ed è immediatamente visibile al momento della lettura. In buona sostanza non sarà necessario compiere delle verifiche future, tramite software, come avviene con la firma digitale.

Un altro aspetto da considerare è poi la validità nel tempo fra le due tipologie di firme. In linea generale è bene sapere che la firma autografa dura in modo illimitato da quando verrà inserita a mano all’interno dell’atto. Quella digitale, invece, è sempre condizionata dal certificato, che potrebbe anche scadere e pertanto necessita dei periodici rinnovi.

Per quanto puoi riguarda la facilità con la quale una firma può essere manomessa, falsificata o alterata, è abbastanza normale che quella autografa si rivela più semplice da modificare rispetto alla digitale. In questi casi, per avere la certezza che non si tratta di una firma originale sarà necessario effettuare una comparazione che non è meramente visiva. Servirà, infatti, richiedere una perizia calligrafica a cura di un esperto che potrà mettere in luce eventuali incongruenze. Nel caso delle firme digitali questo genere di controllo avviene in maniera più rapida, ovvero attraverso l’uso di un algoritmo pubblico, finalizzato proprio ad accertare la validità della firma stessa.

Chi sceglie di firmare i documenti con il sistema elettronico alla fine potrà contare su un livello di sicurezza elevato, rispetto a ciò che avviene con la firma calligrafica, abbastanza semplice da contraffare. Del resto, attraverso il procedimento informatico, l’identità di colui che firma viene accertata mediante una doppia autenticazione e attraverso il codice OTP.

Che differenza c’è tra firma digitale e firma autografa

In base a quanto specificato, le differenze fra le firme digitali e quelle autografe sono diverse. Quando entrambe le firme vengono apposte in modo corretto producono lo stesso valore dal punto di vista giuridico, ma è bene considerare gli aspetti legati alla validità e alla sicurezza.

La firma autografa, infatti, non ha una scadenza temporale, mentre quella autografa è strettamente legata alla validità del certificato. In merito alla sicurezza, invece, la firma calligrafica è facile da modificare, alterare e falsificare. Per poter considerarla non originale è comunque necessario compiere un’alisia a cura di un esperto, ovvero un perito calligrafico. L’alterazione della firma digitale è abbastanza complessa e il controllo avviene grazie all’algoritmo pubblico in maniera piuttosto rapida. Dal punto della vista della sicurezza, il procedimento informatico offre maggiori garanzie di autenticità, rispetto a quello manuale che si rende necessario per poter apporre il segno grafico sul foglio o su qualsiasi tipo di documento.

La firma digitale può essere inoltre considerata come un insieme di dati connessi fra loro e usati dal firmatario per poter firmare in maniera corretta e valida sul piano legale. I documenti così firmati verranno cosiderati inalterabili, anche perché non solo altro che il risultato di calcoli matematici applicati al loro contenuto. Occorre poi precisare che sul medesimo documento sarà possibile apporre non solo la firma autografa, ma anche quella digitale.

Quest’ultima, a sua volta, potrà avere differenti formati che sono adottati in tutta Italia e riconosciuti in Europa. Più nel dettaglio esiste la firma digitale p7m che si genera una volta creata la busta. Il file, infatti, avrà proprio l’estensione .pm7 e al suo interno racchiude:

  • il documento in originale
  • la prova che attesta la firma sul documento
  • la chiave crittografica che serve ad effettuare la verifica della firma

La modalità che permette di dar vita alla busta è la firma cades, attraverso la quale sarà possibile firmare documenti di ogni genere anche in formato PDF. In buona sostanza gli atti che vengono firmati in cades assumeranno in definitiva l’estensione .mp7. Il limite che si riscontra è che la versione dell’atto che può essere racchiusa nella busta crittografica sarà soltanto una. Quindi, non sarà possibile avere più versioni del medesimo documento nella stessa busta, anche perché questo finirebbe per invalidare l’apposizione delle firme future. Cosa bisogna fare quando sorge l’esigenza di modificare il documento? Semplicemente occorre estrarre, quindi esportare il file originale non firmato, in maniera da evitare il rischio di commettere errori.

Merita poi una segnalazione la modalità di firma pades, altrettanto utilizzata per poter firmare digitalmente documenti in formato PDF. In questo caso, tuttavia, la differenza con il cades è che il file contenente la firma sarà incorporato nello stesso documento. Inoltre il pades permette di apporre la firma solo ed esclusivamente sui formati PDF.

Nei fatti chi sceglie la modalità pades potrà dunque contare su una maggiore praticità. In buona sostanza il formato del documento non verrà cambiato e conserverà tutte le caratteristiche del PDF, anche una volta che verrà completato con la firma.

Quando il sottoscrittore utilizza la modalità pades non farà altro che generare una busta che non necessita di alcuna operazione, perché l’estensione finale sarà sempre PDF. In altri termini la busta pades non sarà oggetto di controllo con appositi software che decriptano il contenuto. Basta solo utilizzare i reader PDF per leggere il contenuto e che sono fruibili in maniera gratuita.

La firma di tipo cades si rende necessaria nel momento in cui c’è la necessità di gestire e avere maggiori versioni del medesimo documento, ma di contro potrebbe rivelarsi meno pratica la lettura del contenuto della busta. Attualmente le soluzioni all’avanguardia che permetto di creare la busta velocemente sono pensate per firmare il documento in formato PDF o con altre estensioni, visualizzare il contenuto con tool come i reader di Acrobat, firmare e approvare un documento da più destinatari, validare l’integrità del contenuto. 

Alla fine del processo sarà anche possibile ottenere l’immagine della firma direttamente sul documento. In ogni momento, inoltre, il sottoscrittore potrà compiere le necessarie verifiche sulla firma, ovvero sulla validità, integrità e autenticità.