Notarizzazione con le Blockchain: come funziona e limiti

notarizzazione blockchain

Al giorno d’oggi si tende a dare per scontato che tutti capiscano e sposino l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Sempre più spesso si parla di Blockchain e ne si dà per scontata la definizione e l’utilità. 

Ricordando che la Blockchain è una struttura a blocchi concatenati, in cui i dati digitali vengono condivisi e tutelati grazie all’uso della crittografia, in questo post vedremo come notarizzare un documento e l’importanza che hanno le blockchain in questo processo.

Cosa vuol dire notarizzare un documento su Blockchain

Sebbene, normativamente parlando, notarizzazione, non sia il termine corretto da utilizzare, useremo ugualmente questa terminologia per studiare la notarizzazione Blockchain.

La notarizzazione di un documento in blockchain consiste nel garantire l’immodificabilità di un documento in una certa data, chi lo riceve, infatti, può verificare che questo non sia stato modificato.

Stabilita una data di notarizzazione, quindi, si avrà la certezza assoluta che, in quella determinata data, quel documento è diventato immodificabile e integro; a posteriori, infatti, si potrà sempre verificare se il documento sia stato o meno modificato.

Tale verifica è possibile grazie alla funzione dell’HASHING. L’unità base di questa funzione è l’HASH, ovvero una stringa di lettere e numeri che rappresenta il codice fiscale del documento, un’impronta digitale che garantisce l’unicità di quell’HASH. 

Questo carattere di unicità assicura una univocità tra l’HASH e il PDF (il documento da notarizzare).

Pertanto, quando si notarizza un documento sulla Blockchain, in realtà non si invia il documento fisico (l’intero PDF), ma un suo riferimento, unico al mondo, che si esprimerà in una formula a 256 bit come, ad esempio, la seguente:

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Come funziona la notarizzazione di un documento su Blockchain

Per notarizzare un documento su Blockchain, si dovranno seguire degli step e delle regole, affinché il processo possa funzionare al meglio.

Si è già spiegato che caricando il PDF (il documento da notarizzare) sulla Blockchain, si avrà un’HASH di riferimento. Quando la Blockchain riceve questo HASH, rilascia una “ricevuta”, che garantisce la legittimità dell’azione compiuta, ovvero che in una determinata data e ad un determinato orario, è stato caricato un HASH riferito a quel documento.

Se una sola lettera all’interno del PDF venisse cambiata, automaticamente cambierebbe anche l’HASH. La conseguenza di ciò è che grazie alle Blockchain si ha la garanzia e la sicurezza che quel documento (PDF) nella data della notarizzazione si rende immodificabile.

Giunti a questo punto si incorrerà in un problema che riguarda la conservazione digitale dei documenti.

Il problema della notarizzazione solo su Blockchain

Affinché i documenti digitali abbiano valenza legale, è fondamentale che questi vengano conservati secondo le norme dell’AgiD e del CAD.

Il CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale)  è un testo unico che riunisce e organizza le norme che riguardano l’informazione della Pubblica Amministrazione nei rapporti sia con le imprese che con i cittadini. 

L’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), invece, è l’agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio e ha il compito di garantire la realizzazione e alla diffusione dell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, favorendo l’innovazione e la crescita tecnologica. 

Riassumendo: l’AgiD si occupa  di rendere pratico, attraverso regole e tecniche, ciò che il CAD emana in termini di leggi.

La conservazione digitale dei documenti è, appunto, materia del CAD e l’AgiD ne dispone i termini.

Essendo, la conservazione digitale, la garanzia che un documento PDF abbia valenza legale nel tempo, la Blockchain risulta avere un grave problema proprio perché il documento (PDF) non entra mai nelle Blockchain, ma rimane nel sistema operativo in cui è archiviato.

Blockchain e conservazione digitale

Il vero problema delle Blockchain è, quindi, quello di non trattare i PDF, ma solo le HASH. I documenti da notarizzare così, i PDF, non saranno tenuti e conservati a norma.

Perché? Perché il PDF, che può essere archiviato nel posto più sicuro del mondo, non va mai sulle Blockchain, ma rimane nel sistema operativo, e anche se il documento andasse sulle Blockchain si avrebbe lo stesso problema normativo. 

Tutto ciò perché non è contemplato (dalle norme vigenti) che la conservazione di un documento digitale, per assicurarne valenza probatoria nel tempo, sia fatta con le Blockchain. 

Il regolamento dell’eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature), però, dice che:

“ai dati in forma elettronica che collegano altri dati in forma elettronica a una particolare ora e data, così da provare che questi ultimi esistevano in quel momento, non possono essere negati gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali per il solo motivo della sua forma elettronica”

Decretando così l’ammissibilità in giudizio di un documento digitale, in questo caso, notarizzato con Blockchain.

L’aspetto importante, anche in questo processo, rimane sempre quello di garantire il massimo della sicurezza nei processi digitali e, nello specifico, quelli che riguardano la conservazione dei documenti.

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