Che cos’è il Data Wharehouse e perché è obbligatorio conservare a norma di legge l’enorme mole di dati gestiti

Prima di tutto, dovremmo capire cosa si intende per data wharehouse.

Un data warehouse, che è evidentemente più complesso di un semplice database,  è un repository centralizzato di informazioni e dati digitali, che vengono utilizzati ed analizzati dalle imprese e dagli imprenditori, per prendere decisioni più informate, più coerenti, più produttive e più con una tempistica quasi instantanea. I dati digitali e le informazioni digitali che devono essere analizzate, vengono versate nel data warehouse dai classici database relazionali e altre fonti. Fatto questo passaggio prettamente tecnologico, l’analista data wharehouse, accede ai dati che sono presenti nel Data Wharehouse tramite strumenti di business intelligence (BI), client SQL e altre applicazioni di analisi e quindi software di data wharehousing che permettono di presentare i dati in forma umana e soprattutto utile.

Un data wharehouse serve quindi per garantire la competitività delle aziende, che possono sfruttare report, pannelli di controllo e strumenti di analisi al fine di supportare il decision making.

I dati e le informazioni di un data wharehouse possono essere le più svariati e con sorgenti diversi. Sorgenti che possono quindi derivare anche da dati ed informazioni che hanno una valenza legale o che fanno parte del patrimonio informativo aziendale.

Di fatto, un data wharehouse è totalmente diverso da un database, proprio per questa natura di aggregatore di dati e di fruizione di una business analitycs in grado di dare valore al management di un’azienda.

L’ attenzione a questo punto va rivolta ai dati e alle informazioni che sono presenti in un data wharehouse.

 

Data Warehousing e protezione dei dati

Quindi i dati e le informazioni che sono, normativamente e tecnicamente parlando, dei documenti informatici.

E – nello specifico – i Big Data sono documenti informatici, anche se de-strutturati.

Quindi, in qualità di documenti informatici, tutti i dati e le informazioni che sono presenti in un Data Wharehouse che hanno valenza legale e che, come detto sopra, sono rappresentazione di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti, per legge (e sottolineo per legge), devono essere conservati.

Punto, non ci sono altre strade.

Ogni qual volta, un dato digitale e quindi come abbiamo visto un documento informatico, per avere l’efficacia probatoria in giudizio, in un contenzioso o con un ente, deve avere delle caratteristiche oggettive (qualità, sicurezza, integrità ed immodificabilità).

E per garantire quelle caratteristiche, non si può prescindere dalla conservazione digitale, che, lo ricordiamo, non è la semplice archiviazione del dato, anche se questa fosse la più sicura del mondo, ma è quel processo informatico e normativo aderente alle Linee Guida di Agid e ai DPCM del 3 Dicembre 2013, oltre che al CAD.

Il tuo ecosistema Digitale è pronto per recepire l’intero impianto normativo, partendo da Eidas, Cad e GDPR?

Ora.

Non ha davvero alcuna importanza di come e quanto la tua azienda sia strutturata.

Se usi un CRM di quelli gratuiti, se utilizzi un ERP come SAP, e se hai o meno dei consulenti che già ti consigliano.

Quest’ultimo periodo ci ha insegnato che la carta, così come i processi analogici, in azienda non possono più trovare spazio. È l’era delle organizzazioni “resilienti” e dei processi digitali, che devono necessariamente essere in grado di portare in conservazione documenti 100% compliant, per non avere problemi di disconoscimento degli ordini o contenziosi con enti pubblici, piuttosto che aziende private, senza avere nulla da poter esibire a tua difesa, solo perché negli anni hai voluto snobbare la questione.

Esiste un posto dove puoi fare un “check” del tuo “impianto documentale”, che non ti richiede né tempo da sottrarre al lavoro né soldi da sottrarre a….quello che ti pare

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