Nell’era della dematerializzazione delle amministrazioni, il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) è un identificatore virtuale il quale consente di svolgere la maggior parte delle pratiche quotidiane afferenti alla Pubblica Amministrazione, a distanza: dichiarare il proprio reddito, iscrivere il proprio figlio a scuola, richiedere i documenti di stato civile o pagare multe. Sta addirittura diventando obbligatorio per accedere ad alcuni servizi online come quelli dell’Inps e di altre pubbliche amministrazioni italiane. La sua introduzione nasce dalla necessità di una cosiddetta “rivoluzione digitale”, sancita dal Decreto Legge DL n. 76 del 16 luglio 2020, in cui si afferma che tutti i cittadini dal 28 febbraio 2021 potranno utilizzare lo SPID e la Carta d’Identità elettronica per accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione senza recarsi necessariamente il loco.

SPID come ottenerlo

Lo SPID può essere richiesto gratuitamente dai cittadini residenti in Italia che abbiano compiuto 18 anni. Richiede il possesso di un indirizzo email, un numero di telefono e un documento di identità (carta d’identità o passaporto), oltre che il codice fiscale o tessera sanitaria. Una volta raccolti questi documenti, bisogna rivolgersi a uno dei nove fornitori autorizzati a rilasciare l’identificativo, elencati sul sito ufficiale di Spid, tra cui Poste Italiane. Il resto del processo di ottenimento del proprio SPID, si svolge in tre fasi: inserimento dei dati personali, creazione del nome utente e password e – infine – verifica della propria identità. Questo processo può essere gratuito o a pagamento, a seconda dell’azienda e del metodo di riconoscimento scelto. Può essere fatto di persona, tramite webcam o tramite applicazioni per i titolari di una carta d’identità elettronica (CIE) o di una firma digitale. Per le richieste fatte interamente online, lo Spid viene emesso quasi istantaneamente, e entro almeno cinque giorni per le altre. È valido per un periodo illimitato di tempo.

SPID a cosa serve

Lo SPID è un sistema che permette di accedere a tutte le piattaforme della Pubblica Amministrazione, identificandosi con un accesso unico. È diventato sempre più importante da quando i maggiori enti, come quello di Previdenza Sociale, hanno letteralmente mandato in pensione il codice PIN di accesso ai propri sportelli telematici, per sostituirlo con lo stesso SPID. Lo SPID è uno ma ha tre diversi livelli di sicurezza, ovvero gradi di accesso in base all’importanza dei compiti che potremo effettuare con questo strumento. Il primo livello, il più semplice, si basa esclusivamente sull’uso di username e password; il secondo, che è quello minimo richiesto dagli sportelli virtuale degli enti più importanti come l’INPS, oltre a questa coppia classica di riconoscimento, vede l’introduzione di un nuovo codice che sarà generato ad ogni ingresso sulla piattaforma detto OTP (One Time Password), oppure l’accesso attraverso la scansione del codice QR dalla fotocamera del proprio smartphone. Il terzo livello invece prevede – in aggiunta ai livelli precedenti – anche l’uso di un dispositivo di sicurezza fisico come le smart card che vengono fornite dall’erogatore del servizio al momento della richiesta dello SPID.

SPID quali sono i vantaggi

A partire dal 28 febbraio 2021, quando l’uso dello SPID diventerà obbligatorio per l’accesso a tutte le piattaforme degli enti pubblici, i vantaggi saranno molteplici. Il primo vantaggio è già, ma sarà ulteriormente ampliato con la crescita degli enti supportati da questo metodo di autenticazione, sicuramente di natura pratica. Infatti anziché disporre di diversi username e password per i vari sportelli della Pubblica Amministrazione (Municipio di residenza, INPS, Agenzia delle Entrate, ecc…) si disporrà di una coppia unica di dati di accesso che sarà utilizzabile in tutti i siti. Il secondo vantaggio sarà di natura legale ed ecologica. Lo SPID e la Carta d’Identità elettronica hanno lo stesso valore legale di qualsiasi documento di riconoscimento, in tal modo durante le operazioni che riguardano la PA si eviterà di dover allegare le fotocopie dei propri documenti, autenticate, con un grande vantaggio in termini di costi, tempo e spreco ambientale. Infine l’accesso al proprio SPID si potrà effettuare tramite un’app dal nome IO MOBILE, la quale avrà anche il vantaggio di predisporre autocertificazioni, presentare istanze e dichiarazioni, e di effettuare dei pagamenti tramite il sistema PAGO PA, integrata nell’applicazione stessa. Questo sistema non taglia fuori neppure le persone con disabilità, che potranno circolare sui veicoli loro intestati in tutte le zone a traffico limitato, su tutto il territorio nazionale e non più solo nel proprio comune per cui vale il permesso, semplicemente mostrando il proprio accesso e status di disabile registrato sull’app mobile.

SPID nell’Unione Europea

Oltre allo SPID nazionale possiamo richiedere anche lo SPID Europeo, il quale è attivo dal 29 settembre 2018, data in cui è stata resa fruibile la piattaforma eIDAS che consente la circolarità delle identità nazionali in tutta la Comunità Europea, per la continuità economica ed amministrativa di tutti gli stati membri. Per fare richiesta dello SPID europeo servirà innanzitutto essere in possesso del corrispettivo nazionale. A questo punto, con queste credenziali già in possesso, il cittadino deve inviare i propri dati al nodo eIDAS di un altro paese dell’Unione Europea, quello in cui vorrà essere identificato digitalmente. In questa procedura sarà necessario selezionare il paese di provenienza, che verrà interpellato dal provider estero per verificare l’effettiva identity dell’utente che sarà così autenticato in entrambe le nazioni. Perché può essere necessario per un cittadino disporre di uno SPID europeo? Per molti motivi. Iscriversi ad un’università straniera, frequentare un master di formazione, effettuare la dichiarazione dei redditi in caso di trasferimento in una nazione europea senza però aver fatto il cambio di residenza che – di fatto – resta in Italia. Ma non solo i cittadini. Questa richiesta di SPID Europeo può essere fatta – e risultare vantaggiosa – anche dalle aziende stesse, in casi molteplici come ad esempio partecipare ad una gara d’appalto, nel proprio campo di interesse, in una nazione diversa da quella in cui la società ha sede legale.

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