Imprese Digitali

Digital Transformation: un articolo ti svela cosa ti sta frenando dal compiere il grande salto dalla carta al Digitale

Se sei arrivato su questa pagina, alla ricerca di chiarimenti sulla Digital Transformation, probabilmente è perché ti senti confuso riguardo alle tante sfaccettature di questo argomento così gettonato.

Stai cercando di mettere insieme informazioni preziose per orientarti e immediatamente – fin dal primo momento – Google ti ha catapultato in un mondo dove tantissime mani cercano di tirarti per la camicia.

Sono i tanti siti di divulgazione, uniti a quelli commerciali delle aziende che vendono software e prodotti, che cercano di ammaliarti con articoli, pagine web e informazioni scritte in un impeccabile stile accademico (cosa che, probabilmente, non riscontrerai in questo post strampalato).

Ma c’è qualcosa che non ti convince.

Ti sei imbattuto in una serie di contenuti che fanno uso di grandi terminologie, ma di fondo sembrano tutti uguali.

E soprattutto non sembrano parlare di te.

Questo è il vero problema.

Non sembrano parlare di te.

Tu leggi quegli articoli e cerchi di affiancare i concetti scritti davanti ai tuoi occhi con la tua realtà aziendale.

Che è fatta da questioni lontane anni luce da quelle che ti raccontano in quegli articoli; ci sono accertamenti di numerosi enti pubblici a cui devi rispondere, c’è il cliente disonesto che non ti paga e non ti risponde al telefono, e mille altre questioni per le quali l’unica risposta possibile – per te e per la tua amministrazione – sembra essere questa:

Però un fondo di verità, su quello che probabilmente hai letto fin’ora, c’è.

La trasformazione digitale non è più una semplice opportunità, ma è un passaggio obbligato

Quanto c’è di vero in questa affermazione?

È naturale che la trovi riproposta dappertutto e – forse – date le premesse, pensavi che qui qualcuno avrebbe cercato di smentire e opporsi a questa affermazione.

Vedi, questo non è il blog di un’azienda che vende software e gingilli tecnologici, quindi l’interesse che posso avere nel convincerti a spendere soldi nella informatizzazione della tua azienda è pari a zero.

Non sono qui a venderti Intelligenza Artificiale, Smartwatch, Beacon, magliette tecniche con i sensori, software gestionali e cose del genere.

Qui, come sai (o come probabilmente noterai, se è la prima volta che atterri in questi lidi), lo sguardo sulla Digitalizzazione e Dematerializzazione delle imprese e delle industrie viene vista da una prospettiva completamente diversa.

Quindi sono sincero e disinteressato nel ribadirti che:  un fondo di verità, su quello che probabilmente hai letto fin’ora, c’è.

Qual è il momento in cui tutto è cambiato, rendendo la Trasformazione Digitale un elemento imprescindibile per un’attività che vuole arrivare sana e forte al 2030?

Nel 2011 i gestori telefonici hanno inventato le formule per mettere in mano a CHIUNQUE un Iphone o un Samsung Galaxy, pagando rate bassissime e regalando (di fatto) un oggetto che all’epoca era più che altro di moda.

Le porte del web e del mondo connesso si sono immediatamente aperte per MILIONI di persone, appartenenti a qualunque classe sociale e fascia d’età.

Giovani, giovanissimi, adulti e persino anziani.

Il luogo comune del “ma in Italia gli anziani non sono tecnologici” si è dissolto nel giro di un paio d’anni.

Se da un lato la Digitalizzazione e la Trasformazione Digitale NON sono degli obblighi di legge, dall’altro sono diventate degli obblighi di business

E questa non è un’opinione.

Voglio dire; basta mettere insieme una piccola rassegna stampa per comprenderlo.

Va bene che di questi tempi i giornali non sono esattamente la voce della verità.

OK, te lo concedo. Io per primo ormai guardo i quotidiani con la coda dell’occhio e con un livello di diffidenza enorme.

Ma anche se diamo insieme un’occhiata a tutte le ricerche mondiali, da Gartner fino ad arrivare agli studi di mercato condotti dalle Università mondiali di tutto il mondo, vediamo che la verità rimane comunque una sola.

Siamo al cospetto di una verità conclamata, espressione di statistiche provenienti da tutto il mondo che non puoi ignorare.

In questo grafico puoi visualizzare la curva di crescita degli utenti digitali; puoi notare come le fasce di età più alte si siano digitalizzate in massa nel corso degli ultimi anni

Il modo in cui il pubblico si rapporta con qualsiasi attività è cambiato, da quando abbiamo tutti in mano uno smartphone, e non si tornerà mai più indietro, anche se la cosa può non piacerti come in parte non piace persino a me.

Personalmente mi spiace molto pensare che i miei figli non potranno più vivere l’emozione di entrare in un negozio di giocattoli, perdersi tra i colori delle confezioni accatastate sugli scaffali, con gli occhi spalancati dalla felicità e imbarazzati davanti a tutta quella scelta.

Oggi un bimbo di 4 anni ti prende il cellulare e si fa un ordine su Amazon senza alcun problema e se proprio sei un tradizionalista, e preferisci portarlo in un negozio, comunque il bambino di oggi vede le cose in modo diverso, perché è abituato a guardare le recensioni su Youtube fin dalla tenerissima età.

Persino quando sono così piccoli, gli individui di oggi arrivano al momento dell’acquisto molto più preparati, proprio in funzione del Digitale.

E per tornare in ambito business, la realtà che abbiamo di fronte ormai è questa:

E fai attenzione, nonostante io di mestiere faccia proprio questo – cioè eliminare la carta dai processi e dalle procedure aziendali – non sono tranquillo della piega che sta prendendo questa faccenda.

Questo perché, essendo sia un Dematerializzatore che un imprenditore, alla fine – stringi stringi – ciò che ti serve è sapere come puoi digitalizzare l’azienda, in un paese in cui le istituzioni (e di conseguenza le tue procedure amministrative) sembrano voler contemplare solo questo:

Il faldone di carta…l’elemento principe della indistruttibile burocrazia made in Italy.

Forse è proprio questo che ti frena. Da un lato hai il mondo connesso, che ti spinge a digitalizzare praticamente ogni ambito della tua azienda.

Dall’altra, un insieme di regole e rapporti istituzionali che ti spingono ancora a conservare informazioni sulla carta, anche in presenza di un numero crescente di procedure che puoi eseguire attraverso canali telematici (ma i canali telematici NON hanno nulla a che fare con la Digitalizzazione..ci torneremo su questo punto).

Se sei in questa situazione, se sei in una situazione di incertezza dove la bilancia sta in perfetto equilibrio tra la consapevolezza di dover disegnare un piano di digitalizzazione aziendale e i dubbi relativi ad una burocrazia ancora basata sulla carta, ecco che arriva l’ago della bilancia.

L’ elemento che – mi auguro per te – sposterà gli equilibri e dissolverà le tue incertezze.

Dati, processi e documenti digitali sono il PETROLIO di questo decennio

Come se ne esce? Da un lato c’è una società iperconnessa, che spinge inesorabilmente verso la conversione della carta in DATI DIGITALI.

Dall’altra la paura di forzare troppo la mano, dal momento che il faldone di carta sembra essere l’unica garanzia in Italia per poter documentare fatti e circostanze a enti pubblici e tribunali, quando veniamo coinvolti in un contenzioso fiscale o legale.

Niente paura, ci sono passati tutti

Se considero i 3000 clienti che gestisco mentre sto scrivendo questo articolo, direi che almeno l’80% è partito proprio da questa situazione.

Con il dubbio che, gran parte dei documenti di rilevanza legale (contratti, ordini, dichiarazioni, documenti del lavoro, ecc.), il formato giusto fosse il cartaceo.

Perché siamo sempre stati abituati all’idea che si potesse “scherzare” su tutto, ma non sui contenuti “da faldone”.

Quindi non sei affatto solo.

È una “credenza” che nasce dal contesto in cui siamo cresciuti come persone, come manager e come imprenditori, in uno dei paesi più burocratici del mondo.

Tuttavia, la realtà è che NON esistono documenti che non puoi trasformare da cartacei a digitali, SENZA incorrere in alcun tipo di rischio.

I limiti della trasformazione digitale li decidi esclusivamente tu.

Tuttavia, diventa impossibile raccontarti tutta questa trasformazione all’interno di un singolo articolo di un blog

Mi limiterò, allora, a darti 3 punti immediati e fondamentali per comprendere come iniziare a immaginare, progettare e disegnare la tua azienda digitale.

Pronta per ruggire e restare competitiva in questo nuovo decennio appena iniziato.

  • Identità Digitale

Prima di pensare ai software, agli ERP, ai dispositivi indossabili e a tutto quel bazar di cianfrusaglie che cercano di rifilarti in giro per il web, è necessario che tu fissi nella tua mente questa parola.

“Identità Digitale”.

Qualunque sia l’angolo di visuale che vuoi porre sull’argomento “Digitalizzazione”, quello dell’Identità Digitale è il primo passo fondamentale per un’impresa che vuole correre verso la Dematerializzazione e Digitalizzazione dei propri processi e modelli di business.

Per ogni tuo dipendente, collaboratore e per te stesso che stai leggendo questa pagina, è indispensabile creare una identità digitale.

A cosa mi riferisco?

Alla necessità di creare degli alter ego di ogni persona che partecipa alle decisioni e ai processi aziendali.

Un “IO” digitale che partecipa attivamente alle procedure e ai flussi di lavoro.

Questo diventa un passaggio fondamentale.

Il lavoro d’ufficio (o di magazzino…o di qualunque altro dipartimento) è una catena di montaggio.

Ognuno ha i suoi ruoli, le sue mansioni, le sue responsabilità.

Quando ripensi la tua impresa in chiave digitale, è necessario “istruire” l’ecosistema digitale in merito a questi ruoli, mansioni e responsabilità.

La tecnologia è intelligente ma ricorda; non è fatta per indovinare le cose

C’è sempre un momento in cui la tecnologia ha bisogno dell’uomo, perché le vengano “spiegate” le circostanze in cui dovrà operare.

In questo caso, si tratta di spiegare alla tecnologia chi sono le persone che prendono parte ai processi.

Come?

Con la creazione – appunto – di un “IO” digitale per ogni persona che prende parte a quel processo.

L’ IO Digitale è sempre un concetto complesso da spiegare.

Ma, in pratica, è la trasposizione di una persona fisica nel mondo Digitale e connesso, all’interno del quale “girano” i tuoi flussi documentali digitalizzati e dematerializzati.

Con un “IO” Digitale, l’ecosistema sa quali sono i processi documentali cui deve prendere parte una determinata persona, con una specifica mansione, piuttosto che un’altra.

Fa in modo, ad esempio, che un’addetta dell’amministrazione veda solo i documenti relativi alle fatture da emettere, e non quelli relativi alle offerte commerciali che devono ancora essere inviate ai clienti (che sono prerogativa del reparto vendite).

Ma non solo.

Permette a ciascun addetto, con le sue specifiche mansioni, di lasciare traccia nell’ecosistema del lavoro eseguito, in modo che il documento possa passare allo step successivo e al dipartimento successivo.

E, infine – ma non meno importante – permette a tutti di firmare atti, contratti e documenti che non sono più sulla carta ma in una dimensione digitale e connessa, dove non puoi più usare la penna.

Per fare questo, è indispensabile pensare a dispositivi e strumenti in grado di ACCREDITARE il personale dell’azienda all’interno dell’ecosistema digitale.

Fissalo bene nella mente questo punto, perché è di fondamentale importanza. Ci torneremo tra poco.

  • La collaborazione non basta, un processo digitale è nullo se non ci riporti dentro le gerarchie e gli step autorizzativi (evitando di lasciare campo libero in azienda al “modello carrozzone” tipo Pubblica Amministrazione)

Ricordati questo punto perché è di fondamentale importanza:

La digitalizzazione è NULLA se si limita a migliorare soltanto la collaborazione tra dipendenti e uffici.

I tuoi investimenti sulla digitalizzazione non possono ridursi al solo vantaggio di poter condividere più velocemente documenti, rendendoli visibili e disponibili immediatamente a più persone, a differenza della carta che è un elemento tangibile.

E quindi se il foglio di carta di un documento originale è su una scrivania non può essere visto ed elaborato da un collega che sta al piano di sopra, per esempio.

Ma, torno a dire, la digitalizzazione non può limitarsi a questo!

Facendo leva sulle Identità Digitali – concetto visto un attimo fa – è indispensabile che l’ecosistema digitale, dentro cui viaggiano i tuoi processi documentali digitali, sia basato su flussi di lavoro.

E questi flussi di lavoro devono seguire precisi step autorizzativi.

Se non segui questo passaggio, finirai con l’avere un’azienda TELEMATICA e non DIGITALE.

Rischi, insomma, di creare un carrozzone in cui la burocrazia aziendale si sposta semplicemente dalla carta al digitale, peggiorando la situazione invece di migliorarla.

Per  fare un esempio; il rischio che corri è quello di replicare – in casa tua – i modelli telematici della pubblica amministrazione.

Pensa a quando invii una dichiarazione sui portali telematici dell’INPS, dell’Inail o di Agenzia delle Entrate.

Quello che accade, quando interagisci con quelle piattaforme, è semplicemente la ripetizione al computer di quei meccanismi che seguivi quando il rapporto con la Pubblica Amministrazione avveniva direttamente presso i loro uffici, facendo le code agli sportelli.

I processi telematici NON hanno portato un reale beneficio nel rapporto con le istituzioni, se non per il fatto di non doverci andare fisicamente.

Ma le procedure che esegui, attraverso gli strumenti messi a disposizione dagli enti, sono procedure rigide.

Non sono flussi di lavoro.

E spesso sono anche contorte, cervellotiche e prive di buon senso. Per questo, spesso e volentieri, devi finalizzare queste procedure telefonando ai call center, mandando delle email di verifica o addirittura presentandoti di persona presso gli uffici.

Perché una volta cliccato sui pulsantoni “invia pratica” o “finisci pratica”, e una volta caricato quel maledetto file PDF firmato digitalmente con la smartcard o la chiavetta USB, la procedura si conclude e non hai più alcun ritorno sullo stato di avanzamento della tua pratica.

Non hai degli alert che ti segnalano quando la pratica viene presa in carico, viene corretta, elaborata, bocciata o approvata.

Insomma, non sei all’interno di un processo digitalizzato.

Questo è ciò che DEVI ASSOLUTAMENTE EVITARE di riprodurre all’interno della tua impresa.

Ecco perché è indispensabile, invece, introdurre nel tuo disegno digitale il concetto di Step Autorizzativi, facendo leva sul principio dell’IO Digitale.

Per ora fissati solo nella mente questo principio, poi ci torniamo per spiegarlo ancora meglio.

  • Firme Digitali (e automatiche)….per TUTTI

Detto così sembra uno slogan elettorale di qualche politico rampante, lo so.

Ma, restando seri e concentrati ancora qualche velocissimo minuto, vediamo quest’ultimo punto.

Le Firme Digitali Automatiche sono l’elemento che va a completare ciò che abbiamo visto nei primi due punti.

Sono la classica ciliegina sulla torta.

Si tratta di Firme in tutto e per tutto riconosciute dal punto di vista legale, al pari di una firma autografa fatta su un pezzo di carta. O su una di quelle tavolette che spesso vediamo in banca.

Sono automatiche, perché è l’ecosistema che provvede ad apporre la firma di un collaboratore che approva una pratica, che prende in carico un’assistenza, o chiude un rapporto di intervento, rendendo l’intero atto legalmente solido, comprovato e inoppugnabile.

Al pari del documento cartaceo, se non di più! Perché la carta puoi falsificarla. Il Digitale – se fatto bene – NO.

Immagina di dover approvare l’offerta di un fornitore.

Un’offerta che hai scelto su 3 proposte fatte da altrettante aziende candidate per quel progetto.

Se hai implementato un processo digitale , con tutti i crismi visti in questo articolo, non hai più fogli di carta da scarabocchiare.

Per l’ecosistema, è sufficiente che tu approvi l’offerta che hai scelto e sarà lui ad attivarsi per apporre i sigilli di firma che daranno solidità legale alla tua scelta e faranno pervenire al fornitore fortunato il tuo tanto desiderato ordine firmato digitalmente.

Il documento che verrà recapitato al fornitore conterrà un sigillo grafico con le coordinate della tua firma digitale e la marcatura temporale, cioè un “timbro” che determinerà la data e l’ora della tua firma.

Tutte informazioni che – oggi – un giudice assolutamente accetta ed è capace di leggere ed interpretare in caso di contenzioso con altre aziende o con enti di controllo.

E tutto questo avviene senza l’uso di chiavette, smartcard e gingilli tecnologici che puoi perdere, rompere o che tipicamente non hai mai con te quando ne hai bisogno.

Al tempo stesso, l’ordine che hai approvato, firmato e inviato automaticamente al fornitore, viene distribuito all’interno dell’ecosistema per essere preso in carico dal magazzino, dai tecnici, dall’amministrazione, ecc.

Niente male vero? Riesci ad immaginarti un’azienda che funziona così? Niente di più distante dai carrozzoni delle istituzioni vero?

  • Ma c’è – a sorpresa – un quarto punto Bonus

C’è un solo ostacolo che può davvero separarti da questa visione onirica di azienda efficace e legalmente sicura.

Il software.

L’enorme errore che – spesso – viene fatto e ripetuto, è quello di pensare alla Digitalizzazione come ad un software da comprare. O un insieme di software.

Il software è L’ULTIMO dei problemi.

L’ultima cosa a cui pensare!

È prima necessario strutturare un disegno di azienda digitale. Occorre prima che tu costruisca e assimili la VISIONE della tua azienda digitale.

La devi progettare, vedere con gli occhi attraverso diagrammi, riferimenti normativi, manuali pre operativi, piano di investimento, piano di implementazione diviso per priorità.

È difficile e contrintuitivo, ma dietro questo consiglio – che quasi nessuno rivela mai e quindi quasi nessuno lo segue – si nasconde il 90% delle cause che hanno portato ai più grandi fallimenti di progetti legati alla trasformazione digitale.

E come si crea un piano di Digitalizzazione fatto in questo modo?

Questi 3 punti (più Bonus) – insieme a molti altri punti fondamentali li trovi espansi in una “miniserie” – scritta e diretta da me– intitolata “Storie di Imprese Digitali”

Innanzi tutto voglio subito tranquillizzarti.

Storie di Imprese Digitali è una miniserie completamente GRATUITA.

Non ci sono trucchi, non è una strategia per spillarti il contatto e subissarti di chiamate alle 7 di sera, quando torni a casa stanco e vuoi solo rilassarti immerso dagli affetti e dalle passioni della tua vita privata.

Ma è un lavoro che ho sentito la necessità di fare, per metterti davanti agli occhi una visione della Digitalizzazione completamente diversa, senza la quale il Digitale sembra solo una fregatura, una moda, un optional costoso, per soddisfare qualche capriccio quando gli affari girano bene.

E, soprattutto, il digitale – se non lo interpreti correttamente – rischia di trasformare la tua impresa in un carrozzone del tutto simile a quelli della PA.

Se non ti aiuto a superare questi inganni, allora rimarrai nel dubbio che il Digitale non ti serva e quindi figure come le mie rimangono completamente inutili.

Quindi è chiaro che Storie di Imprese Digitali sia un lavoro fatto per averne un tornaconto personale.

Ma questo tornaconto – se lo vorrai – si manifesterà solo nella misura in cui, una volta vista la miniserie, ne ricaverai informazioni davvero utili a comprendere come e perché la tua azienda dovrebbe compiere il grande salto verso il Digitale.

Fino ad allora, avrai accesso completamente GRATUITO a questo concentrato di esperienze professionali e imprenditoriali da cui prendono spunto gli oltre 3.000 casi di digitalizzazione che ad oggi seguo insieme al mio staff.

Storie di Imprese Digitali è una miniserie; ma che significa?

Proprio come su Netflix, Storie di Imprese Digitali è una serie a puntate che ti guida verso la Digitalizzazione della tua impresa

Lo fa espandendo i contenuti in modo molto più esaustivo di quanto non si possa fare in un singolo articolo del blog, ma – allo stesso tempo – frammenta tutti gli argomenti in “episodi” estremamente corti ed efficaci.

Niente che ti faccia perdere tempo o che ti trasmetta determinati concetti in modo noioso e dispersivo.

Ho scelto questo format per rendere il tuo percorso il più facile e familiare possibile.

  • Risparmia ore e ore della tua vita lavorativa, riunendo le risposte a ogni tuo dubbio in un unico concentrato di informazioni basilari che altrimenti dovresti trovare in autonomia su Google, o investendo molte ore lavorative in riunioni con consulenti e fornitori (senza poter avere alcuna conferma sulla veridicità delle informazioni che stai acquisendo)
  • Acquisisci informazioni comprovate dalla mia tecnica di divulgazione “a specchio”

Che cos’è la tecnica di divulgazione a specchio?

È una modalità che utilizzo per divulgare le tematiche legate alla Digitalizzazione a norma, che consiste nel mettere almeno un riferimento normativo affianco ad ogni affermazione. In questo modo puoi avere la certezza che quanto dico non è frutto di opinioni personali ma di punti assolutamente certi e comprovabili.

  • Trasforma “l’impianto burocratico” della tua impresa, rendendolo nel tempo completamente libero dalla carta, e quindi immensamente più proficuo e produttivo (la parte sulle firme digitali, ad esempio, smonterà parecchie false credenze e rivoluzionerà dentro di te il modo in cui percepisci la digitalizzazione dei documenti).

Ogni episodio corrisponde ad uno step di avanzamento verso la visione della TUA azienda Full Digital. Se vuoi sapere come può essere la tua azienda digitale, qui potrai farlo azzerando ogni sforzo di immaginazione.

Certo, le informazioni che trovi in Storie di Imprese Digitali normalmente le troveresti anche online, ma sparse in centinaia di siti e nascoste dietro a ore e ore di ricerca, per scartare le fonti di informazioni meno attendibili (e ce ne sono a centinaia, credimi) che nel frattempo potrebbero indurti in qualche errore.

Come Accedere GRATUITAMENTE alla miniserie Storie di Imprese Digitali

Questa miniserie è un REGALO che ho voluto fare a tutte quelle imprese che stanno pensando di digitalizzare – per scelta o necessità – alcuni o tutti i propri processi documentali.

Ed il motivo è molto semplice; occorreva un concentrato di informazioni, casi studio e riferimenti normativi CERTI che sovrascrivesse il tipico scenario in cui si trovano i manager e gli imprenditori quando si affacciano su queste tematiche.

Ma può funzionare ad UNA SOLA condizione.

Che tu inizi subito ad immergerti nel primo episodio, prima che tu chiuda questa pagina.

Lo so che sei già arrivato alla fine di questo articolo e che devi scappare, e che quindi starai pensando di curiosare all’interno di questa miniserie più tardi, o nei prossimi giorni.

Ma nel 99% dei casi questo proposito non trova applicazione nella realtà.

È normale.

Una volta che chiudi questa pagina – così come avviene con qualsiasi altro contenuto online – subentra una distrazione, un problema da risolvere, una preoccupazione nuova, una e-mail, che ti assorbe completamente, lasciando quanto hai letto in qualche cassetto polveroso del tuo subconscio.

La questione cambia COMPLETAMENTE quando invece inizi una cosa nuova.

Perché nella tua mente si attivano dei meccanismi tali da farti mantenere vivo il ricordo di questa azione che hai incominciato, aumentando la tua propensione a portarla a termine, anche nel corso dei prossimi giorni.

Quindi clicca subito sul tasto qui sotto e inizia subito il tuo viaggio dentro alla miniserie che ho prodotto per te.

Casomai, se non dovessi sentirti “a tuo agio”, nel leggere i primi passaggi cruciali contenuti in Storie di Imprese Digitali, potrai sempre decidere di abbandonarla poi.

Come ti dicevo è un contenuto completamente GRATUITO creato apposta per chi si trova esattamente nella tua situazione attuale.

Quindi non hai alcun problema nello “smettere quando vuoi”.

Ti basta cliccare il tasto qui sotto per accedere al primo episodio.

Spero che poi tu abbia modo e voglia di dirmi com’è. Conto sempre molto sul feedback delle persone e in effetti ho già apportato qualche cambiamento a questo format in passato.

Ma ora ti lascio al primo episodio della miniserie.

Lo trovi cliccando il tasto qui sotto

Che il Digitale sia con Te!

Nicola Savino

CEO Savino Solution srl

Scopri tutte le caratteristiche che deve avere un Pool di Digitalizzazione scaricando “Imprese Digitali”, ma mini serie GRATUITA che ha indicato la via del “Digitale Omologato” a centinaia di imprese in Italia

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