Chiamata alle armi per il Digitale : ho scritto il post più bello insieme a Rocky Balboa

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rocky_balboa
Leggi l’articolo e scopri perchè Rocky oggi è il mio coautore

Questo post è e sarà diverso da tutti gli altri. Probabilmente è il più bel post che abbia mai scritto.Ti chiedo di leggerlo con calma, con riflessione e senza pregiudizi. Questo post è un po’ il mio pensiero su tutto quello che ho fatto fin ora nella mia vita nativamente digitale e su quello che mi ruota intorno, su quello che leggo sui social e su quello che parlo con amici e appassionati come me. E su quello che farò. Questo post non parlerà di conservazione digitale o la tanto amata-odiata fatturazione elettronica o di come digitalizzare un processo , parla di qualcosa che riguarda tutti noi, tutti quelli che hanno a cuore il futuro. Parla di Digitale a tutto campo.E parla di persone.

Partiamo dall’inizio. Da una domenica pomeriggio del 1 Novembre 2015. Divano. Relax. Ad un certo punto, il maledetto smartphone suona e mi avvisa che qualcuno ha condiviso qualcosa che sto seguendo. Apro e leggo l’ennesima discussione sui problemi del Digitale e sulla eterna diatriba che c’è tra chi è critico e chi è invece contento o quanto meno ha speranza che i problemi della digitalizzazione del nostro paese si possano migliorare e tra chi ancora pensa di risolvere i problemi con le associazioni…o con i cosiddetti digital champion, che si credono davvero di essere come i medici senza frontiere….(che cosa brutta accostare un formidabile servizio al mondo gratuito, a qualcosa che non può essere non può essere paragonato ad alcunché)…

Si sa, siamo un Paese strano e lungi da me fare discorsi politici o di cultura sociale, sappiamo che siamo un Paese con mille problemi e che la nostra classe politica ci sta facendo davvero vedere i comportanti e le cose pubbliche più brutte degli ultimi 100 anni probabilmente.

Sappiamo anche che c’è una parte di persone, professionisti , aziende e pubbliche amministrazioni che dicono che è tutto bello e che l’Italia ha già vinto e che si è già digitalizzata o lo sta per fare a giorni e sappiamo che c’è un altra parte invece che dice che tutto va male, che siamo il Paese dove comanda e sopravvive l’ analogico e dove i nativi digitali non hanno spazio.

Non voglio prendere la posizione né di uno ne dell’altro, ma voglio andare ad un livello superiore. Bada bene, non voglio in alcun modo che tu pensa che io mi senta superiore, voglio invece farti capire che spesso parlare serve a poco, mentre la volontà e l’azione sono molto più utili, anche se si sbaglia.

Chi mi conosce sa che sono un uomo a cui piace fare tante cose, spesso anche troppo e troppe e spesso succede che non riescono a seguirmi sempre e forse sono anche io che corro troppo. Ma sono fatto così, mi pace essere trasportato dalla passione e sono convinto che ci sia bisogno di fare, di sporcarsi le mani.

Pensaci bene, quando fai una qualsiasi azione in risposta a qualcosa o qualcuno o quando semplicemente fai piuttosto che solo guardare o urlare, allora puoi anche sbagliare, ma ti senti contento di averci provato. È una bella sensazione. Ci si sente parte di qualcosa e ci si sente bene con se stessi.

Ecco, sul divano mente leggo i numerosi post che prendono posizioni o di uno o dell’altro fonte, sento una pulsione. La pulsione che mi ha sempre spinto a fare tutto quello che faccio oggi nella vita , lavorativa e non. Una forza e un’energia che si trasformano in passione. E sai bene che ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace e che faccio con passione ogni giorno.

E allora penso che criticare sempre e soltanto non serve a niente così come dire che va tutto bene non serve a niente. E allora, cosa serve ? Serve che si faccia. Si faccia subito , perché abbiamo bisogno di cambiare il nostro paese; di cambiare il mercato che guarda alla digitalizzazione come l’ennesimo software da venderti e che non capisce che è un problema di cultura e di cambiamento; di cambiare le nostre pubbliche amministrazioni che sono ancora lente, per nulla innovative e che sono fatte di pensieri e modi analogici; di cambiare le persone, me e te che leggi per primi. Perché nessuno è perfetto e nessuno si può issare a risolutore di tutti i problemi del mondo.

Bisogna ragionare in due modi diversi se vogliamo cambiare davvero e se vogliamo davvero fare le cose pratiche insieme. E questo mio pensiero, credo possa mettere d’accordo tutti , nessuno escluso.. Il primo modo : se non c’è cultura e voglia di cambiare c’è poco da fare…possiamo avere i software più belli del mondo anche gratuiti, possiamo avere la normativa migliore del mondo, possiamo avere processi disegnati digitali stupendi, possiamo avere anche soldi da spendere ( se mai ci saranno visto che il buon Renzi ha pensato bene di tagliare la spesa informatica..) , possiamo anche avere migliaia e migliaia di volontari digitali, ma se non cambiamo la nostra mente…non sarà niente fattibile. Il digitale rimarrà solo di alcuni volenterosi e ci saranno solo poche storie vincenti da raccontare.

Quindi serve fare perennemente continua formazione , continua divulgazione in modo corretto, continua programmazione e condivisione e sperare che la generazione dei nativi digitali prenda il posto delle menti analogiche.

Non me ne vogliano le persone volenterose e “più anziane” che oggi combattono ogni giorno per migliorare soprattutto il modo di lavorare nelle PA, ma dobbiamo darci una mossa. Anzi ti racconto una cosa che mi è successa tempo fa e che condivisi sul mio profilo Facebook.

Stavo ad un convengo. A Roma. Sono relatore e davanti a me ci sono circa una cinquantina di PA, piccole e grandi più due università, parlo di fatturazione elettronica e ad un certo punto uno dei partecipanti, funzionario pubblico mi ferma si alza ed esplode : “Senta ingegnere io sono stanco, sono vicino la pensione, non mi interessa di quello che sta dicendo , né tantomeno di questa fattura elettronica. Il Governo non ci dà i soldi , non ci mette a disposizione le risorse e lei mi viene a parlare di queste cose ? Guardi vado via”…Sta per andare, ma fortunatamente mi viene in soccorso un ragazzo di 28 anni che si alza : “ Se lei va via, le giuro che le do una testata, perché invece di mandare CV da dietro la mia scrivania, vorrei tanto venire al suo posto a fare il suo lavoro, che evidentemente non ama”. In quel momento giuro che c’è stato un minuto di silenzio assoluto, anche io sono rimasto sorpreso, perché ad un certo punto sentivo che quel ragazzo aveva capito tutto e aveva colpito nel segno. Quel funzionario si siede e si vede che è mortificato. Ricomincio il convegno, deglutendo più volte, perché pensavo tra me e me che forse, quel ragazzo ci stava dicendo : ehi, quello che fate oggi lo dovete fare per noi che veniamo dopo, che oggi non abbiamo un futuro certo , noi che siamo nativi digitali e che pensiamo che avere trasparenza, legalità, processi digitali , economicità e il resto , è qualcosa di ovvio. Qualcosa che dovrebbe avere qualsiasi società democratica e propensa all’innovazione.

Ma ritorniamo al secondo modo e pensiero : fin quando ci saranno interessi di pochi o di gruppi e non ci sarà voglia di condividere sul serio e la voglia di raggiungere un obiettivo comune con una eccellente programmazione e una eccellente condivisione di tutti , allora continueremo a fare sempre gli stessi discorsi e gli stessi errori. Critiche o non critiche staremo sempre al punto di partenza. Ed è qui che dobbiamo fare poi cose concrete : quando finirai di leggere questo post, chiediti cosa puoi e cosa possiamo fare per aiutare e aiutarci ad essere digitali nel mondo corretto…insomma passiamo ai fatti facciamo fronte comune ma organizziamoci in qualche modo per fare cose concrete e progetti di programmazione seria. La mia idea della Fondazione Digitale che mi sta portando via diversi giorni di fatica dura e di lavoro insieme ai miei amici digitali, è un esempio. Ma possiamo fare di più e altro.

Perché se manca la programmazione e la condivisione di tutti gli stakeholdes , allora non ci sarà innovazione per nessuno, non ci sarà digitale per nessuno e non ci sarà una società migliore per nessuno.

Quindi ti chiedo, cosa puoi fare tu per migliorare quello che ti circonda, cosa puoi fare praticamente oltre a scrivere , parlare, pensare, criticare o essere d’accordo con quanto scrivo ? Ti sto chiedono di credere di poter migliorare il nostro modo di essere, il nostro modo di gestire un cambiamento così difficile , come quello che c’è quando si prende un foglio di carta e lo si getta per introdurre un progetto e un processo digitale.

Cosa sei disposto a dare e a fare , riesci da oggi a fare quello che fai ogni santo giorno trasportato dalla passione per migliorarlo e migliorati e condividerlo ? C’è un mondo di nativi digitali lì fuori che aspetta te, che aspetta che tutti quanti, dipendenti e funzionari PA, imprenditori, professionisti, comunicatori, esperti, appassionati e utenti , si mettano insieme con una programmazione e una progettazione semplice, innovativa, chiara, che cambi effettivamente le cose. Basta farsi un giro per la rete per vedermi insieme ad altri amici a fare digitale con le mani dentro alle cose e non semplicemente parlando e criticando da fuori. Ripeto , facciamo un discorso più ampio , lasciamo stare le critiche, le non critiche o altro, ma, facciamo in modo di passare alla pratica.

Questa è una chiamata alle armi, che ci dovrà essere prima o poi altrimenti rimaniamo nelle favole… io dico che se ognuno di noi, quelli volenterosi, di qualunque età e qualunque cosa facciano , si mettesse insieme con un progetto serio e comune, allora sì che quelle armi possono distruggere le nuvole di carta che le menti analogiche creano ogni santo giorno.

Perché se vuoi cambiare e se vogliamo cambiare , devi donare un po di te agli altri e devi rispettare gli altri, perché se vogliamo davvero cambiare dobbiamo fare come questo lottatore nel video, devi lottare come lui e parlare alle persone. Troppo spesso ci dimentichiamo che basta parlarci, basta dirci le cose, basta parlare da persona a persona , per raggiungere degli ottimi risultati, e sotto tutti i punti di vista, anche al di là del discorso sul Digitale che qui ho fatto.

Dobbiamo rinnovare e dobbiamo rinnovarci prima noi stessi e dobbiamo essere in grado di avere pazienza di portare il cambiamento con calma e fermezza.

Quindi il motto di questo post sarà quello del grande e mitico Rocky Balboa che da una semplice frase ci fa capire che spesso , quello che conta davvero, è la convinzione in noi stessi e in quello che possiamo fare E noi essere umani siamo in grado di fare tante cose.
Che il Digitale sia con Te.

Anche se lo hai già rivisto 100 volte, ti conviene vedere questo video, perchè ti darà la carica che ti serve. Buona visione :

5 commenti

  1. E’ bello credere in qualcosa, ma ancora più bello è vedere quel qualcosa realizzarsi! ☺
    Lunedì forse verrò a Milano alla presentazione del libro, ci si becca la ?

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