Digital Champion : quando un campione vale più di un altro ?

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Su questi Digital Champion se ne sta parlando tantissimo e se ne parlerà ancora di più quando Riccardo Luna ( che è l’owner del progetto ) sarà costretto a creare pubblicamente un’associazione di settore, riferita al digitale ovviamente. E quando questa associazione , con più di 8000 iscritti sarà presentata , diventerà l’associazione sul digitale più importante a livello nazionale. A me piacciono moltissimo tutti i progetti , le idee e le iniziative che portano innovazione e soprattutto condivisione. Ho visto con curiosità questa digital champion ed ero d’accordo con il senso dell’iniziativa….fino a quando…ho scoperto che ognuno poteva candidarsi come Digital Champion per il proprio comune. Ed è lì che ho incominciato a fare mmmmm…Non entro nel merito di tutte le altre problematiche o dubbi , anzi ripeto l’iniziativa mi piace molto per entusiasmo e per la forza che lo storytelling può provocare culturalmente in ognuno di noi.
Ma ritorniamo sul mio mmmmm. E vi dico subito quello che vorrei dai Digital Champion : trasparenza e meritocrazia.  Ho visto diversi profili di diversi Digital Champion e ho provato a contattare qualcuno e purtroppo uno di questi non sapeva esattamente cosa fosse una firma digitale. Anzi la sua risposta è stata molto simile a questa : “ehhhh…mmmmm.ehhhhhh”. La foto di seguito credo chiarisca a chi assomigliava il personaggio contattato

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Insomma agghiacciante! !:)

Ed è questo che mi da un tremendo fastidio. Voglio che la procedura di scelta del Digital Champion sia pubblica , sia meritocratica , sia certifica e sia valutata. Chi viene scelto come Digital Champion deve dimostrare che è bravo, che ha diverse pubblicazioni in giro per il web e su riviste nazionali ed internazionali,  che ha creato qualcosa di speciale , di unico,  di innovativo e che lavora con il digitale tutti i santi giorni della sua vita.
Sono stanco di vedere che chi mi rappresenta , o rappresenta il mio comune o lo faccia anche attraverso la rete , non abbia le giuste competenze.
Voglio chiarezza , perché oggi più che mai ne abbiamo bisogno.

Questo è quello che vorrei , e se fosse davvero così , l’iniziativa sarebbe bellissima , onesta e davvero meritevole di successo.  Ma così , com’è adesso , mi lascia e lascia molti perplessi.

Sono sicuro che qualcosa o qualcuno capirà che sta andando nella direzione sbagliata e che questa direzione non può essere , come oggi , quella politica, che ormai troppo male sta facendo e ha fatto a questo piccolo paese disilluso chiamato Italia.

4 comments

  1. Ho letto che Riccardo Luna domani sarà in Basilicata per il Go On. Inizierà l’evangelizzazione digitale. Racconterà ed insegnerà internet.
    Ma cosa significa in concreto? Spero che il contenuto di queste sessioni formative vada oltre all’utilizzo di internet. Anche la signora Maria sessantenne , casalinga, che abita in Valganna sa perfettamente utilizzare il suo tablet per creare il video su FB , infestare le bacheche di inviti a giocare e tutto quello che indossa lo acquista su Dalani ! Ma non sa che la sua carta regionale dei servizi può essere utilizzata per vedere comodamente da casa sua il fascicolo sanitario , che può pretendere di vedere i suoi referti pubblicati sul portale della regione Lombardia. Non sa che esiste la posta elettronica certificata , che potrebbe utilizzarla per comunicare con l’asl , con l’inps . Certo che quelli dell’inps e dell’asl non sanno che possono ricevere una e-mail (non dico pec) da un cittadino. Nicola io sto vivendo un dramma burocratico per ottenere un supporto da questi enti che ogni volta mi richiedono documenti cartacei. Sto raccogliendo tutto perché prima o poi riuscirò a pubblicare queste storie di ordinaria follia italiana. Il problema non è relativo alla conoscenza del digitale , il problema è sapere che il digitale può essere applicato ai servizi sociali , al lavoro! Temo che il Digital Champion sia una figura tutta italiana (un personaggio del Presepe ? invece di avere la pecorella sulle spalle ha in mano l’ipad con la foro della pecorella come sfondo …mica male come idea no?) che ancora una volta danneggi la professionalità. Proprio come è successo con i brico – insomma i centri fai date che hanno rovinato il lavoro manuale , ci hanno convinto di essere capaci di ristrutturarci la casa da soli. Non è proprio così. Chi lavora bene e in modo onesto, meritocratico esiste ancora.
    Concludo dicendo che ho provato a partecipare al contest Azioni per la Cultura Digitale con il fumetto Il sogno di Mr.Paile (credo che sia un’ottima pubblicità progresso) https://www.dropbox.com/s/uo4nmcdfr7wc8d1/SIELCO%20-%20MR%20PAILE.pdf Beh ho fatto un tentativo 🙂

  2. Ciao Manu rileggo ora il tuo commento e devo dire che non solo ed ovviamente hai perfettamente ragione, ma credo che le tue parole ci facciano capire in modo diretto , che le cose da fare sono ancora tante, per fare in modo che il digitale entri davvero nella nostra vita di tutti i giorni. Anzi direi che l’esempio del fascicolo sanitario elettronico cada proprio a pennello. Sto scrivendo un libro che fra poco vedrà la luce con un editore , sarebbe bello poter inserire le tue storie incredibili italiane 🙂

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