Esiste la fattura elettronica senza firma digitale ? Ebbene si!

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Qualche giorno fa scrissi un articolo sulle modifiche in merito alla fatturazione elettronica che saranno attive dal 1 Gennaio 2013 a seguito del recepimento della direttiva europea 45/CE/2010. In quell’articolo parlai di tante novità, ma oggi voglio focalizzarmi su alcune definizioni della direttiva , queste :

(10) Le fatture devono corrispondere a cessioni o prestazioni
realmente effettuate e occorre assicurarne l’autenticità,
integrità e leggibilità. I controlli di gestione possono es­
sere utilizzati per creare piste di controllo affidabili tra
fatture e cessioni o prestazioni, assicurando in tal modo
che qualsiasi fattura (sia essa cartacea o elettronica) sod­
disfi tali requisiti.

Articolo 233
1. L’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la
leggibilità di una fattura, sia essa cartacea o elettronica,
sono assicurate dal momento dell’emissione fino al termine
del periodo di archiviazione della fattura.
Ogni soggetto passivo stabilisce il modo in cui assicurare
l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggi­
bilità della fattura. Ciò può essere realizzato attraverso con­
trolli di gestione che creino una pista di controllo affidabile
tra una fattura e una cessione di beni o una prestazione di
servizi.

2. Oltre al tipo di controlli di gestione descritto nel
paragrafo 1, costituiscono esempi di tecnologie che assicu­
rano l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto di
una fattura elettronica:
a) la firma elettronica avanzata ai sensi dell’articolo 2,
punto 2, della direttiva 1999/93/CE del Parlamento eu­
ropeo e del Consiglio, del 13 dicembre 1999, relativa ad
un quadro comunitario per le firme elettroniche (*), ba­
sata su un certificato qualificato e creata mediante un
dispositivo per la creazione di una firma sicura ai sensi
dell’articolo 2, punti 6 e 10, della direttiva 1999/93/CE;
b) la trasmissione elettronica di dati (EDI) quale definita
all’articolo 2 dell’allegato 1 della raccomandazione
1994/820/CE della Commissione, del 19 ottobre 1994,
relativa agli aspetti giuridici della trasmissione elettro­
nica di dati (**), qualora l’accordo per questa trasmis­
sione preveda l’uso di procedure che garantiscano l’au­
tenticità dell’origine e l’integrità dei dati.

fattura elettronica senza firma digitaleVi sarete certamente accorti che ho evidenziato in grassetto alcune frasi davvero importanti. E leggendo bene le definizioni di cui sopra, si può comprendere che dal 1 Gennaio 2013, la fattura elettronica sarà tale anche senza una sottoscrizione elettronica, ma basterà che alla fattura sarà applicato un processo detto appunto controllo di gestione. Cioè stiamo dicendo che oltre alla firma digitale, alla firma elettronica avanzata e all’ EDI, posso conservare in digitale anche una fattura priva di firma.

Ma cos’è un controllo di gestione ?

Una domanda da un milione di dollari. Si, perchè il controllo di gestione può essere tutto e può essere anche niente. Lascio a voi la definizione dalla solita Wikipedia o dall’enorme materiale che è reperibile in rete. Vorrei invece concentrarmi su cosa vuol dire controllo di gestione in ambito contabile-amministrativo. Iniziamo da un punto preciso : il controllo di gestione è un processo interno all’azienda X e ogni azienda ha il suo personale controllo di gestione. Non esiste un controllo di gestione unico per tutti e questo significa già che non avremo delle linee guide certe per capire come attuare un processo del genere per generare correttamente una fattura elettronica e soprattutto per gestirla prima di inviarla in conservazione. Certamente dei processi interni contabili-amministrativi  organizzati e strutturati con sistemi gestionali integrati già funzionanti in quasi tutte le realtà aziendali, possono essere un buon punto di partenza per definire cosa fa e come è fatto un controllo di gestione. Le aziende che hanno dunque nei propri sistemi informativi-contabili solide soluzioni ERP per la parte relativa alla fatturazione e contabilità, potranno raggiungere con poche difficoltà un adeguato controllo di gestione in grado di validare i requisiti e le proprietà richieste dalla direttiva europea per attuare la tanto amata fatturazione elettronica. E tutto questo con poche difficoltà, a patto che ad esempio un sistema ERP certificato e validato ovviamente sia perfettamente  integrato con efficienti ed efficaci soluzioni di gestione elettronica documentale. Se si pensa che basta un sistema ERP e qualche buon processo per avere la fattura elettronica, è assolutamente sbagliato. Senza un processo, anche questo validato, di gestione elettronica documentale non si potrà attuare alcuna fatturazione elettronica.

Il controllo di gestione è una “cosa vecchia del business” , basti pensare che è stato introdotto tempo fa anche nella PA, si veda ad esempio il progetto CO.RI.GE di Digitpa a questo link. Quindi il controllo di gestione sarebbe anche uno strumento già pronto nel momento in cui ci sarà il “benedetto” decreto attuativo delle legge 2008 che obbliga la fatturazione elettronica nei confronti della PA.  Quello che resta da capire è come si possano attuare efficacemente processi idonei a gestire una fattura elettronica senza firma, visto che non esiste uno standard o una certificazione da seguire. Di certo l’intento della Comunità Europea è quello di facilitare processi di dematerializzazione e appunto di fatturazione elettronica, evitando di complicare ulteriormente i processi aziendali. Anche se devo dirvi la verità, sinceramente io non vedo problemi insormontabili nel gestire una fattura-documento con una sottoscrizione elettronica e che garantisca l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggi­bilità della fattura . E voi cosa ne pensate ?

3 comments

  1. Dal punto di vista di un operatore del settore dell’outsourcing come me, vedo sicuramente una nuova opportunità per la strategicità delle soluzioni BPO, dove il ruolo del outsourcer può crescere da “esecutore e responsabile” del procedimento a “garante” della correttezza della transazione. Inoltre trovo interessante che la decisione sul metodo per validare l’autenticità sia in capo al soggetto passivo, una novità se non vado errato, che sicuramente lascia maggiore libertà di scelta. A mio avviso potrebbe essere una buona rampa di lancio per i portali extranet e b2b tutt’ora poco diffusi in Italia di cui si è parlato anche a maggio all’osservatorio della dematerializzazione del Politecnico di Milano. Un saluto. Mauro.

  2. Caro Scanferla, sono d’accordo con lei, l’intento europeo è proprio quello di facilitare i processi. Ma ovviamente esiste anche il concetto di sottoscrizione elettronica di un documento che è un concetto altrettanto importante e che secondo il mio modesto parere non implica grosse problematiche a livello di processo. A questo punto i due processi potrebbero benissimo “lavorare” in simbiosi o decidere effettivamente quale è più conveniente. Anche io vedo i vantaggi per i canali b2b mai correttamente utilizzati e la responsabilità in capo al soggetto passivo. Vediamo cosa ne esce fuori a Gennaio e speriamo che davvero sia eliminata la tempistica dei 15 giorni per la conservazione della fattura elettronica.

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