Decreto Sviluppo : due o tre cose sull’Agenda Digitale!

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Venerdì 5 Ottobre è stata accettata dal CDM l’ultima parte del Decreto Sviluppo, incentrato proprio sulla cosiddetta Agenda Digitale.  Facciamo qualche riflessione e vediamo nel dettaglio le implicazioni dal punto di vista del Business.

Dunque non riporterò ogni singolo articolo, ma solo le novità che ritengo più importanti.

Iniziamo da : il Fascicolo Sanitario Elettronico, Cartella Clinica Elettronica e Ricetta Digitale.

Devo dire che la possibilità di dematerializzare completamente la ricetta medica digitale,  è una bella idea ed anche una novità. Il Decreto indica anche le tempistiche per digitalizzare la ricetta : il 60% delle ricette per l’anno 2013, l’80% per l’anno 2014 e il 90% nel 2015. L’obiettivo principale è ovviamente in questo caso duplice : da un lato c’è un risparmio effettivo di costi (e che costi!) di diversi miliardi di euro e dall’altro lato il monitoraggio della spesa sanitaria e dunque un maggiore controllo sulle prescrizioni mediche. Beh un bel passo in avanti , anche se i tempi di attuazione non saranno ovviamente velocissimi. Invece sulla cartella clinica elettronica e sul fascicolo sanitario elettronico, non ci sono particolari novità (è tanto che se ne parla e ci sono già diverse Regioni che stanno gestendo tutta la documentazione sanitaria in digitale), se non la definizione completa e precisa delle normativa che riguarda appunto le funzionalità della cartella clinica in digitale. Inoltre il decreto accenna anche alla definizione del fascicolo sanitario elettronico : “insieme di dati e documenti digitali di tipo sanitario e sociosanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi riferibili all’assistito”. Cioè ? Tutta la documentazione sanitaria di un paziente ! E’ importante anche sottolineare che si parla non solo di documenti , ma di dati. Questo implica che anche i dati (come ho sempre sostenuto) devono e dovranno essere conservati in maniera digitale secondo logiche proprie e complesse rispetto a quelle della conservazione dei documenti. Su questo farò un articolo a parte, perchè c’è effettivamente tanto da dire e da analizzare. Un pensiero che mi viene subito da scrivere ad esempio è questo : nella definizione si parla anche di eventi clinici che certamente produrranno documenti e dati. Dunque si dovrà anche conservare a norma l’evento elettronico in sè per dimostrare successivamente chi, cosa, quando e perchè ha generato quell’evento e i suoi dati associati (non solo software dunque!).

Ma andiamo avanti, e passiamo alla : Carta d’identità unificata

Nel 2014 si arriverà all’unificazione della carta d’identità elettronica con la tessera sanitaria per ogni cittadino. E sarà gratuita. Mah, su questa novità non è che abbia fatto salti di gioia. Mi ricorda tanto la vecchia, innovativa e cara CNS, La Carta Nazionale dei Servizi (CNS) , “famosa” smart card per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione su tutto il territorio nazionale. Tra l’altro in questa carta d’identità unificata digitale non mi pare di capire che possa essere inserito anche un certificato di firma, dunque mi sembra un passo indietro. L’unificazione è sicuramente una buona cosa, ma se poi manca di interoperabilità, ci faccio poco.

Ma tiriamoci su, parlando di : Scuola Digitale e Fascicolo Universitario

Dall’anno accademico 2013/2014 sarà prevista per tutte le Università statali l’istituzione del fascicolo elettronico dello studente, che conterrà tutti i documenti, gli atti e i dati inerenti la carriera dello studente, fino al conseguimento del titolo. E sempre dal 2013/2014 nelle scuole partiranno gli e-book, che si affiancheranno ai libri di testo. E un’altra buona idea è che le lezioni potranno ufficialmente essere seguite anche in modalità e-learning. Su questi argomenti, sono molto sensibile. Venendo dal mondo universitario, mi sono sempre chiesto perchè girando per gli Atenei, vedevo solo un mare di carta, quando i professori ci parlavano invece dell’importanza del digitale. Strumenti come l’e-book ad esempio inseriti nelle scuole, danno sicuramente l’opportunità di aumentare l’insegnamento scolastico che molto spesso diventa piatto sui libri di testo. E poi non dimentichiamoci che i ragazzi di oggi, sono dei nativi digitali e apprezzeranno sicuramente. Sul fascicolo universitario invece di dovranno realizzare e gestire applicazioni ad hoc, resta da capire se sarà opera pia delle stesse università o di aziende private.

E concludiamo con : la PEC , forse stavolta ci siamo

Come sappiamo esiste attualmente l’obbligo di PEC per le società, questa volta il Decreto estende tale obbligo anche per le imprese individuali. Cioè praticamente si obbliga l’uso della PEC a tutta la rete aziendale nazionale. E per fare questo si sarà tempo fino al 31 Dicembre 2013. Si obbligano anche tutte le aziende all’utilizzo della firma digitale con i rapporti con il Registro delle Imprese. Questo di per sè, consente un abbattimento di costi e della burocrazia per quando concerne le comunicazioni aziende ed enti e aziende e PA. Infatti è per questo motivo principale che il Decreto parla di Indice Nazionale degli Indirizzi PEC. La prima implicazione di questo intervento ? Beh, così come lo era per le società, ora tutti dovranno conservare obbligatoriamente la PEC in modo digitale. Non dimentichiamoci che la PEC è un documento-dato informatico e dunque come tale deve essere conservato in maniera elettronica. La domanda è ? Quanti conserveranno la PEC adeguatamente? Non dimentichiamoci che conservare documenti inerenti l’azienda, ha anche un risvolto dal punto di vista del codice civile!

Conclusi, ma non finisce qui

Da questo piccolissimo “viaggio digitale” possiamo fare delle riflessioni conclusive : finalmente si parla almeno di Agenda Digitale e il decreto è sicuramente uno spunto per partire. Non stiamo certamente “Trasformando l’Italia” come ha detto il nostro Presidente del Consiglio ( e in effetti non mi ritrovo in questa affermazione), ma almeno è un buon inizio. Avrei preferito che si parlasse di fatturazione elettronica, anche in conformità di quanto già espresso dall’Europa con la CE/45/2010 che verrà recepita nel 2013, ma se consideriamo che si sono anche stanziati 1,5 milioni di euro dal 2013 per l’adeguamento dei sistemi informativi e hardware degli uffici giudiziari per la giustizia (finalmente! e incredibilmente!) telematica, possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno.

Resterà da capire con quali standard, con quali processi e quali strumenti software si potranno effettivamente realizzare queste buone proposizioni. Di sicuro, ci sarà bisogno di : interoperabilità, efficacia, efficienza e sicurezza. Insomma , facile facile:).

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