Quando la conservazione sostitutiva dei referti medici va al di là della semplice dematerializzazione : il progetto NDMA.

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Ho già parlato di cartella clinica elettronica, fascicolo sanitario elettronico e dematerializzazione della documentazione sanitaria con annessa conservazione sostitutiva. Ma quello che ancora non si è detto sul fine ultimo di utilizzare esclusivamente i dati digitali, oltre ovviamente a quello relativo alla riduzione dei costi in sanità, al miglioramento dei processi aziendali e alla completa gestione elettronica documentale, è quello della Gestione Dati Intelligente. Ovvero di Business Intelligence per la sanità elettronica. La BI come tutti sanno è il processo di “trasformazione di dati e informazioni, in conoscenza”. Ed è quello che sopratutto in sanità oltre in ambito aziendale, dovrebbe essere sempre realizzato.

L’Università della Pennsylvania utilizza da tempo il NDMA (National Digital Mammografhy Archive o anche National Digital Medical Archive) per la rilevazione precoce di tumori al seno. Il NDMA è in grado di visualizzare immagini e note mediche in meno di 90 secondi a qualunque utente della griglia, aiutando i medici a fare diagnosi veloci e soprattutto salvando potenzialmente numerose vite umane grazie alla rilevazione precoce del male. Il sistema cattura, gestisce, memorizza e analizza i file dei pazienti in tutto il Nord America, consentendo un rapido accesso ai dati e una precoce valutazione diagnostica.

Pensare di realizzare questo processo importantissimo che salva numerose vite umane, senza prima aver fatto una corretta gestione elettronica dei documenti e dei referti, è quasi una missione impossibile. Se infatti si considerano le numerosissime immagini digitali che ogni giorno produce mediamente un generico ospedale o una clinica, ci rendiamo conto che la mole delle informazioni da conservare sia effettivamente esorbitante. E soprattutto quante di queste immagini vengono conservate in modo intelligente ?

Il progetto NDMA parte appunto dal presupposto che per gestire al meglio queste informazioni sensibili, si può solo e soltanto realizzare un sistema di GED che sia conforme a precisi standard (nel progetto si utilizza anche lo standard FITS della NASA) di digital preservation. Questo sia per conservare adeguatamente la documentazione sanitaria, sia per catturare nel più breve tempo possibile le informazioni di interesse.

Il progetto NDMA difatti utilizza un portale web che racchiude al suo interno un Datawarehouse distribuito su archivio centrale residente su una griglia costituita da diversi server collegati tra loro in Grid Computing.

Grazie a diversi Load Balancer tutte le postazioni dei medici e dei singoli ospedali possono accedere al Database e ai files stored. Tutte le informazioni vengono gestire, catturate e conservate nell’archivio con diversi tag XML che specificano in modo corretto ed unico i singoli dati dei referti digitali.

Inoltre direttamente all’interno dell’archivio, viene apposta a tutti i referti digitali, una firma elettronica remota al fine di garantire nel tempo validità, integrità e certezza delle informazioni contenute nei singoli referti, oltre ovviamente ad un complesso processo di conservazione digitale. In questo modo si unisce il vantaggio della conservazione digitale, a quello più alto della rilevazione precoce dei tumori. I singoli medici possono così avere ogni volta che lo desiderano e da qualunque postazione, un report dettagliato sul caso clinico e prevedere in questo modo l’andamento della malattia.

Una migliore qualità dei dati aiuta non solo a ridurre i costi, ma in questo caso anche a rendere la conoscenza un mezzo utile per migliorare lo stile di vita delle singole persone.

La conoscenza è per un azienda sanitaria fondamentale proprio perchè aiuta i propri pazienti a vivere meglio e quindi a guarire in tempo moltissime malattie oggi incurabili.

La cartella clinica elettronica o il fascicolo sanitario elettronico, devono contribuire anche in questo.

Il Garante della Privacy inoltre ha già emanato da tempo la Del. n. 25 del 16 luglio 2009 e spiega come trattare i dati ultra sensibili del Fascicolo Sanitario Elettronico. Qualcos’altro dovrà essere fatto secondo il mio parere anche in tema di Cloud Computing in ambito sanitario, perchè oramai non si può più essere indifferenti a questa tecnologia e a tutti i vantaggi che comporta. Insomma gli strumenti normativi, tecnici e metodologici ci sono, ora tocca a noi cambiare il mondo e renderlo migliore. Ma quando ?

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