La gestione di un documento informatico rispetto al “vecchio” CAD 7 marzo 2005

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Partiamo dal presupposto che un documento informatico può essere fondamentalmente di due tipologie :

  1. documento nativo elettronico;
  2. documento nato dalla rappresentazione elettronica/digitale di un documento analogico, creato per mezzo di una scansione o tramite un data entry manuale.

Questa differenziazione è fondamentale a livello legale-probatorio, mentre a livello informatico non esiste alcuna differenza, visto che il “prodotto finale” è comunque un documento informatico, un file. Il legislatore italiano differenzia molto attentamente queste due tipologie e “tratta” ciascuna in modo diverso, pur dandone valore probatorio opponibile a terzi allo stesso modo. Le differenze riguardano esclusivamente  su come validare queste due tipologie. Se un documento è nativo digitale e deve avere allo stesso tempo anche valore probatorio, allora già nel momento di creazione del file, deve avere proprietà di immodificabilità, integrità e sicurezza delle informazioni contenute. Questo cosa significa ? Noi sappiamo benissimo che un documento informatico può essere sempre e comunque modificato, anche se esso sia nativo digitale. E allora come soddisfare quanto richiesto dal legislatore italiano ? Con la firma digitale o meglio con una tipologia di firma elettronica qualificata! Riportiamo dal CAD “Il documento informatico sottoscritto con firma elettronica qualificata o con firma digitale, formato nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 71, che garantiscano l’identificabilità dell’autore, l’integrità e l’immodificabilità del documento, si presume riconducibile al titolare del dispositivo di firma ai sensi dell’articolo 21, comma 2, e soddisfa comunque il requisito della forma scritta, anche nei casi previsti, sotto pena di nullità, dall’articolo 1350, primo comma, numeri da 1 a 12 del codice civile” e “Il documento informatico, cui è apposta una firma elettronica, sul piano probatorio è liberamente valutabile in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità” e ancora “Il documento informatico, sottoscritto con firma digitale o con un altro tipo di firma elettronica qualificata, ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del codice civile. L’utilizzo del dispositivo di firma si presume riconducibile al titolare, salvo che questi dia prova contraria“.

Quindi ogni volta che si crea un documento nativo informatico con valore probatorio, si deve apporre una firma digitale valida ? Come è possibile validare la scansione di un documento da analogico a digitale, visto che c’è la possibilità comunque di modificare il file successivamente alla scansione? Cosa cambia con il nuovo CAD, Codice dell’Amministrazione Digitale ? Che differenza c’è tra copia e duplicato informatico ? L’immodificabilità e l’integrità di un documento informatico, vengono garantite solo con la corretta conservazione dell’hash? Cos’è un hash e perchè è vitale per i processi di conservazione sostitutiva?

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